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Social media marketing: possibili scenari

Da quasi vent’anni abbiamo una relazione con i social media che comporta un utilizzo e un legame più o meno forte. Ma aspettiamoci evoluzioni…

Alex Packham, in un recente articolo su The Drum, evidenzia quattro punti nodali che potrebbero rappresentare l’evoluzione dei social media nei prossimi anni.

1. Ci si sposterà dai contenuti dei feed: i messaggi one-to-one potrebbero prendere il sopravvento

Il feed delle notizie cambierà e diventerà meno centrale.
Un’evidente tendenza di oggi è quella di utilizzare i social media come piattaforme per rimanere in contatto con gli altri: WhatsApp e Facebook Messenger da soli, in un anno, raccolgono 22 trilioni di messaggi.
Instagram Stories e Facebook Watch si espanderanno e potrebbero diventare territorio di posizionamenti di advertising.

2. Gli influencer potrebbero essere un fenomeno che dura nel tempo

Le attività con gli influencer sono state a volte demonizzate per la pratica di alcuni di loro di acquistare follower: un plan che ha generato pessimi risultati per le aziende che vi avevano investito. Ma la tecnologia avanza insieme alla selezione e oggi è più facile valutare la qualità reale degli influencer.

I social media arriveranno a un punto di saturazione di advertising e l’unico sbocco forse possibile sarà proprio l’attività di passaparola e supporto che gli influencer potranno garantire verso uno specifico pubblico.

3. I brand capiranno finalmente l’importanza dei contenuti e della loro coerenza

I contenuti torneranno a fare la differenza. Le aziende dovranno capire che, per non scomparire, dovranno parlare con i propri clienti attraverso contenuti utili e pertinenti. In caso contrario, le aziende verranno mal viste, con un conseguente impatto sulla propria brand equity difficile da gestire.

4. Le nicchie torneranno a essere sempre più importanti

Come funziona un andamento ciclico nel settore mediale? In primis nasce una novità, che successivamente raccoglie masse; queste ultime si organizzano e formano gruppi di interessi comuni, fino a quando i contenuti “main stream” diventano sempre meno interessanti.

Anche i social media stanno andando incontro a questo trend: i gruppi su Facebook ne sono una prova, l’utilizzo delle app di messaggistica ne sono un’estremizzazione.

La condivisione di opinioni è più facile all’interno di un gruppo omogeneo per interessi: la singola voce vuole essere ascoltata e, anche per questo motivo, la comunicazione con le aziende dovrà passare per un rapporto uno-a-uno. Si vorrà infatti contattare in maniera istantanea un’azienda attraverso un servizio di messaggistica, percependo questo spazio come protetto.

Riassumendo, quindi, le aziende dovranno farsi conoscere non solo per i prodotti, ma anche per i contenuti. Tutto ciò avverrà all’interno di uno spazio social sempre più saturo. Le persone cercheranno maggiormente contenuti pertinenti e, per farlo, si affideranno alle nicchie: gli strumenti di messaggistica verranno perciò sfruttati per sviluppare le relazioni all’interno di un perimetro che permette di percepire maggiore sicurezza rispetto alla possibilità di essere esposto al giudizio di grandi masse indifferenziate. Mettersi a disposizione, come aziende, dei propri clienti o utenti attraverso uno spazio di comunicazione one-to-one sarà dunque un fondamentale strumento di relazione.

di Andrea Casagrande_Head of Digital

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