H2H a Iab Forum con “Il racconto di Eco_Logica per Coop”

Etica, valori del brand e sostenibilità ambientale, sono i temi affrontati nel workshop di H2H in collaborazione con Coop Italia e Luca Mercalli

H2H ha portato la propria esperienza di agenzia digital alla XVI edizione di IAB Forum in scena al MiCo di Milano dal 12 al 13 novembre. L’edizione “I am everywhere” mette al centro il dibattito della società digital, sempre più legata alle tecnologie e ai dati.

In questo scenario di continua evoluzione, H2H vuole trasmettere, attraverso le proprie campagne creative, i valori dei brand e rispondere alle esigenze dei consumatori.

Il workshop di H2H “Il racconto di Eco_Logica per Coop” in collaborazione con Coop Italia e con il divulgatore scientifico Luca Mercalli, ha affrontato i temi dell’etica e dell’educazione ambientale, mettendo in risalto l’importanza di una comunicazione semplice e diretta.

di Paolo Romiti_Presidente e CEO

Join the human side of marketing: l’emozione avvicina brand e clienti

Le persone vengono prima dei consumatori. L’approccio H2H, Human-to-Human, scardina la classica dicotomia B2B/B2C e rivoluziona il mondo della comunicazione e del marketing.

Un Umanesimo della comunicazione che ricolloca l’uomo in posizione centrale: l’approccio H2H, Human-to-Human, ha reso sorpassate le tradizionali categorie del “Business-to-Business” e “Business-to-Consumer”, imponendo alle aziende, soprattutto in ambito digital marketing, un radicale cambio di paradigma. Mandati in soffitta slogan stereotipati e affermazioni a effetto, la nuova communication strategy richiede ai brand un costante ascolto dei bisogni delle persone, non più semplici target di messaggi unidirezionali ma protagoniste di un dialogo paritario con le aziende attraverso i canali social. Sono questi ultimi il terreno d’incontro privilegiato tra i clienti, che in un prodotto cercano un’occasione di coinvolgimento e scoperta, e i brand, cui viene chiesto in misura sempre maggiore di “metterci la faccia” adottando scelte comunicative focalizzate su semplicità, emozionalità e immediatezza.
Alessandro Vezzoli_Copywriter

Il mondo a 10 Gbit al secondo. Parte l’era della quinta generazione

Il 5G rivoluzionerà profondamente le nostre vite e il mondo che ci circonda. Abbandoniamo tutte le abitudini, perché saremo proiettati alla massima velocità, per una iperconnessione senza precedenti.

Nel 2019 partirà alla massima velocità l’era del 5G. 10 Gbit al secondo per la metamorfosi genetica del mondo che abbiamo conosciuto finora.

Persone che comunicano con oggetti. Macchine che comunicano con macchine. Smart City che sorgeranno per 2,6 miliardi di utenti entro il 2025, dove tutto sembra essere possibile, anche quello che rientrava solo nell’immaginario fantascientifico.

La velocità porta con sé un nuovo assetto che non riguarderà solo la tecnologia, ma si radicherà nel nostro quotidiano.

Droni che ci portano il sushi a casa, auto che si guidano da sole, lavatrici che partono mentre siamo a chilometri di distanza. E, allargando lo sguardo, milioni di applicativi in tutti i campi: dalla Cybersecurity, al Cloud Computing, dalla robotica all’e-health, dalla Virtual Reality al Cognitive Computing.

Una sfida per ricercatori, costruttori, ma anche una call per un cambio di paradigma della comunicazione e del marketing.

In questa rivoluzione, l’Italia parte in vantaggio. Alla massima velocità.

di Benedetta Mincarini_ Content Strategist

US midterm elections 2018, le più #social di sempre

Budget per Facebook moltiplicati rispetto al passato. Menlo Park risponde con una “war room”, ricordando il 2016

Le midterm elections 2018 hanno visto un cospicuo aumento della spesa politica per le campagne elettorali sui social. In particolare, Facebook ha beneficiato del 22% del totale degli investimenti per la pubblicità politica (circa 1,9 miliardi di dollari). La società di Zuckerberg ha risposto istituendo una “war room” dedicata all’appuntamento istituzionale statunitense, provando a dare una spallata definitiva alla diffusione di fake news e fake accounts. Ma la sfida si sta forse spostando su WhatsApp…
di Luca De Marchi_Content & Strategy

L’insostenibile leggerezza della Generazione Z

Dopo Baby Boomers, Generazione X e Millennials è ora il turno della Generazione Z, la più giovane, il futuro, con tante sfumature al suo interno.
Per i marketers, la nuova tipologia di consumatore da intercettare e incuriosire.

Nascere in un preciso momento storico determina l’influenza di tutti gli avvenimenti che lo caratterizzano. È così che ogni generazione ha i propri film cult, le proprie musiche, i propri campioni, le proprie aspirazioni. I cambiamenti tecnologici, sociali, economici e culturali hanno poi un profondo impatto sulla vita delle persone; cambiando il contesto cambiano le modalità di soddisfazione dei bisogni, i gusti, i modi di pensare.

Tracciare i confini di una generazione aiuta a cogliere i segnali di questi cambiamenti e soprattutto a individuare i nuovi trend di comportamento e a catalogare i consumatori.

L’ultima che il mondo del marketing si trova a dover avvicinare è la prima generazione mobile first della storia. Una generazione iperconnessa e multimediale di nascita, che non si limita a condividere contenuti ma li crea e che comunica attraverso immagini e video sempre più personalizzati e creativi.

Per questo è indispensabile un approccio al marketing più esperienziale, non dimenticando che sono sempre loro, questi giovanissimi, a dettare le regole del gioco.

di Monica Magnoni_ Communication & Business Development

Cosa dovrebbe fare oggi il Marketing Manager di una media impresa italiana? (P.4)

Se doveste ricercare una competenza chiave per selezionare domani il vostro Marketing Manager, su quale scommettereste?
Io non ho dubbi: la capacità di saper analizzare i dati e di trasformarli in azioni.

Il mercato si è complicato, i clienti sono sempre meno facili da ‘interessare’ e i canali da presidiare cambiano sempre più di frequente le proprie regole del gioco, qual è, dunque, la competenza essenziale di un moderno responsabile Marketing?

Il marketing non è mai stato così “data driven” come oggi e non disporre della capacità di interpretare dati necessari a posizionare/riposizionare un brand, a profilare una propria base clienti o ad analizzare il ritorno delle varie campagne di marketing, ridurrebbe il ruolo ad una mera rappresentanza ‘funzionale’ svuotata di competenze e di ragion d’essere.

Attenzione: se la costruzione in sé di una base dati di confronto e analisi non richiede notevoli sforzi, è la competenza necessaria ad analizzare questi dati e a trasformarli in azioni (strategiche e tattiche) concrete la vera novità che ha rivoluzionato, e arricchito direi, sensibilmente questa funzione.

Anche se ci ritrovassimo soli a presidiare un reparto Marketing, avremmo sempre l’opportunità di cercare all’esterno i partner adeguati per supportare i diversi processi ma a maggior ragione, un fortissimo presidio per giudicare la qualità dei risultati raggiunti e la capacità di saperli indirizzare in azioni diventa necessaria.

di Andrea Ricotti_ Sales & Marketing Director

Parole O_Stili, la battaglia contro la violenza nelle parole.

Dal 2017, l’associazione no profit diffonde pratiche virtuose di comunicazione sul Web e offline, anche per aziende e mondo della politica. Il segreto? Il “Manifesto della comunicazione non ostile”.

L’associazione no profit, nata a Trieste nel 2017, è impegnata nel sensibilizzare, educare e responsabilizzare gli utenti della Rete a praticare forme di comunicazione non ostile. Parole O_Stili si rivolge a tutti i cittadini consapevoli del fatto che l’ostilità espressa sul Web può avere conseguenze concrete e permanenti nella vita delle persone.

Per diffondere pratiche virtuose della comunicazione online, l’associazione collabora con scuole, università, imprese, enti e istituzioni. L’obiettivo è condividere i valori sintetizzati nel loro “Manifesto della comunicazione non ostile”.

All’origine di Parole O_Stili c’è il contributo di un team eterogeneo di circa 300 professionisti della comunicazione d’impresa e politica, insegnanti, imprenditori, influencer e blogger: persone con background diversi, ma che quotidianamente combattono per rendere la Rete un luogo migliore, meno violento, più rispettoso e civile.

di Emanuela De Marchi_Head of Innovation and Senior Strategist

La musica del futuro con l’Intelligenza Artificiale

Si parla spesso di Intelligenza Artificiale, ma ne conosciamo veramente il potenziale? Ad esempio, sapete che viene spesso usata anche nell’industria creativa e soprattutto nella composizione musicale?

Dalla musica classica e sinfonica alle opere incompiute fino alla personalizzazione in tempo reale dell’elettronica: l’Intelligenza Artificiale sta cambiando le regole, ribaltando i ruoli e accorciando ancora di più la distanza tra uomini e macchine in un contesto puramente artistico dove la spontaneità umana, l’ispirazione e la creatività impulsiva e istintiva sono da sempre protagoniste.

In un contesto fatto di emozioni e sensazioni, che nascono dalle più profonde esplorazioni della sensibilità umana, si fa strada l’Intelligenza Artificiale portando con sé innovazione e progresso. L’AI non sostituisce la presenza umana, ma anzi ne contamina le potenzialità, valorizzando ancora di più le infinite capacità e possibilità creative che le appartengono per natura.

di Antonella Libera_Digital Strategist

Il ruolo del testimonial nell'era della trasformazione digitale

L’utilizzo di un volto noto o la voce di una persona influente è in grado di fare realmente la differenza in pubblicità. Ma nel mondo web e social come funziona esattamente?

Quando si parla di pubblicità, una delle figure chiave è il testimonial. Oggi, però, il modo di promuovere un prodotto attraverso Internet è molto diverso da quello usato per altri canali. Nell’advertising classico il testimonial che presta viso e voce al prodotto o al servizio da pubblicizzare deve essere un personaggio famoso. Nel web, invece, si deve andare alla ricerca del personaggio giusto. Ecco perché la figura del testimonial è stata sostituita dal brand ambassador o da quella dell’influencer. Scegliere un influencer – ovvero un individuo capace di avere un impatto rilevante a livello di comunicazione sugli utenti e, di conseguenza, sui brand – negli ultimi tempi è diventata una scelta decisiva per molte aziende che decidono di avviare una campagna di, giustappunto, Influencer Marketing. Tutto questo perché siamo esseri sociali, persone cioè che si lasciano influenzare dalla massa, e quando vediamo che già altri hanno fatto una scelta ci lasciamo influenzare.
Alessandro Borgomaneri_ Senior Copywriter

La linea sottile fra politica e spettacolo nel tempo dei social

Immediatezza e contatto diretto, sono queste le chiavi per raggiungere l’elettorato al giorno d’oggi: ecco perché i politici di tutto il mondo ricorrono sempre più spesso ai social media.

La politica è una cosa seria”. Ti sarà capitato centinaia di volte di sentire quest’espressione, ormai di uso comune, utilizzata per certificare la sacralità dell’ambito. Ma cosa succede quando – principalmente per la natura dei tempi – sempre più esponenti politici scelgono i canali social per veicolare campagne elettorali, opinioni politiche e perfino la loro quotidianità?

Una tendenza che se da un lato umanizza la figura del politico, dall’altro la polarizza rendendola un facile bersaglio per gli oppositori. Una scelta che, a prescindere dalle motivazioni, contribuisce a elevare i politici a vere e proprie star del web.

In principio fu Obama, idolo delle folle e primo sostenitore dell’utilizzo dei social network come alleato in campagna elettorale, ma al giorno d’oggi è difficile trovare un esponente politico che non ne faccia uso. Cambiano solo le modalità, le finalità e il livello di appeal sul pubblico, oltre che i fattori di rischio in caso di sovraesposizione. Se vuoi saperne di più, continua a leggere!

di Irene Geronimi_Digital Content

Google è il più grande influencer del mondo retail

Oltre 1,5 miliardi di visite fisiche ad una destinazione sono generate da ricerche locali sul loro motore di ricerca e su Google Maps. Numeri da capogiro che rendono Google il più grande ``influencer`` del mondo retail.

Il 30% delle ricerche su Google ha un intento locale. Gli smartphone, ormai parte integrante della nostra vista, hanno permesso di connettere ogni persona al mondo circostante con strumenti e informazioni impensabili solo qualche anno fa. Ciò ha rivoluzionato il mondo del retail sempre più influenzato dal mondo digitale. In questo contesto è proprio Google il canale che più influenza la visita in negozio, coinvolgendo in particolare persone con un’alta propensione all’acquisto offline. La presenza locale di un brand su Google ha un impatto diretto e significativo sul fatturato offline dei singoli punti vendita. In quest’ambito, Google My Business, la carta d’identità di un’azienda su Google, è sicuramente il posizionamento più importante e strategico su cui il mondo del retail deve concentrarsi a livello locale.

Purtroppo non esiste ancora una consapevolezza diffusa sull’importanza di questo touchpoint locale. Due utenti su tre non trovano le informazioni che cercano quando cercano un negozio su Google con perdite per i negozianti significative e misurabili.

di Marco Santini_Digital Performance Strategist

&THEN 2018, diario di bordo da Las Vegas

L’MGM Grand Conference Center ha ospitato l’annuale rassegna DMA.

Social, mobile, search, retargeting, email, analytics, creative, networking. &THEN 2018 ha ridefinito il panorama globale degli attuali trend del data-driven marketing: un settore in cui creatività, dati e nuove tecnologie si fondono alla ricerca di nuove tactics e strategies. Senza dimenticare però il tema delle regolamentazioni del trattamento dei dati, sempre più percepito come centrale nel panorama a stelle e strisce (che guarda al GDPR con deciso interesse). A ciò si aggiungono i nuovi panorami aperti dalla blockchain e le innovative chance di commistione tra dimensione online e corrispettivo offline.

All’evento nel Nevada era presente anche la delegazione italiana di DMA, capitanata dal Presidente Paolo Romiti.

di Paolo Romiti_Presidente e CEO