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Gli italiani online comperano così

Luci e ombre. Solo il 12% delle imprese italiane con più di dieci dipendenti ha venduto i propri prodotti o servizi online. E, nonostante la percentuale sia in continua crescita, l’Italia rimane ancora tra le ultime in Europa. Ma la certezza è che sia solo una questione di tempo. Dalla ricerca inedita commissionata da eShoppingAdvisor e realizzata sulla base della rielaborazione dei dati Istat, emerge inoltre che il mercato di riferimento per le imprese italiane che scelgono di vendere online è innanzitutto quello nazionale: il 98% delle imprese si rivolge a clienti italiani.

Gli italiani si rivelano sempre più buoni clienti dei negozi online, soprattutto al Nord e soprattutto gli uomini.

Anche le imprese Made in Italy che scommettono sull’e-commerce risultano in continuo aumento e preferiscono rivolgersi a compratori connazionali. Con una sorpresa nel podio delle regioni più attive nelle vendite: in barba al digital divide tra Nord e Sud, se la regione con più imprese che vendono online è il Trentino Alto Adige, al secondo posto c’è però la Calabria, seguita dall’Umbria. Quarta nella classifica è un’altra regione meridionale, la Sicilia, che in cinque anni ha raddoppiato la sua performance, aumentando di ben sette punti percentuali.

Sono solo alcuni dei dati più importanti che emergono dall’Identikit dello Shopping online 2018, il primo Report eShoppingAdvisor su acquisti e vendite online in Italia, commissionato dall’innovativa piattaforma pubblica di recensioni esterna ai siti, interamente dedicata agli acquisti online e specializzata in e-commerce.

In particolare, più della metà degli utenti italiani (il 53%) con accesso a Internet ha acquistato beni o servizi sul web nell’anno 2017, anche se permane un gap tra il Nord e il Sud dell’Italia. Pure in questo caso, le evidenti distanze tra settentrione e meridione vengono però sfumate dal caso Sardegna: l’isola, infatti, è al terzo posto per numero di acquirenti dopo Val d’Aosta e Trentino Alto Adige. La ricerca ha quindi confermato un fattore determinante: l’e-commerce italiano cresce, mostrando aspetti sempre più interessanti. I dati rivelano che cinque anni prima, comperava online circa il 38% degli utilizzatori della rete.

Solo il 12,5% delle imprese in Italia con più di dieci dipendenti ha però venduto i propri prodotti o servizi online. E, anche se è vero che si tratta di una percentuale in continua crescita, l’Italia rimane ancora tra le ultime nazioni in Europa sotto questo punto di vista; gli esperti del settore garantiscono però che è solo questione di tempo.

Come riportato dalla suddetta ricerca di eShoppingAdvisor (realizzata sulla base della rielaborazione dei dati Istat), emerge inoltre come il mercato di riferimento per le imprese italiane che scelgono di vendere online sia innanzitutto nazionale: il 98% delle impresesi rivolge infatti a clienti italiani, il 55% delle imprese guarda anche al mercato europeo, mentre solo il 35% ha orizzonti più lontani, ossia il resto del mondo.

Per quanto riguarda le differenze di genere, gli uomini appaiono più propensi agli acquisti in rete rispetto alle donne (35% contro 29%). Le maggiori disparità si trovano nelle categorie Abbigliamento (dove le donne staccano gli uomini di dieci punti) e Informatica&Tecnologia: in quest’ultimo caso gli uomini doppiano le donne.

Infine, l’81% delle imprese vende con un proprio sito web o la propria applicazione; il 54% si serve anche di intermediari (marketplace). E proprio il possedere un proprio sito web può essere considerato un buon indicatore per misurare la voglia d’indipendenza dai marketplace e la predisposizione alle vendite online delle aziende italiane.

di Daniele Bologna

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