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Digitale in Italia, diffusione trainata da video online e social

Secondo il rapporto Media Cosumption Forecasts di Zenith, nel 2019 ogni consumatore del globo trascorrerà una media di 800 ore sul web da mobile. In Italia dominano i video on-demand e la voice search.

Lo scorso 10 giugno, Zenith ha pubblicato il rapporto internazionale Media Consumption Forecasts. Come accade dalla prima edizione diffusa nel 2015, nel documento vengono presi in analisi i comportamenti dei consumatori di tutto il pianeta nei confronti dei device e dei contenuti mediali. Statistiche e misurazioni specifiche sono state riservate anche al panorama italiano, sensibilmente cambiato rispetto a quanto emerso 12 mesi fa.

Ma procediamo con ordine. Ciò che principalmente emerge a livello globale è lo tsunami statistico che identifica la fruizione tramite mobile. Zenith prevede infatti che nel 2019 gli utenti dei 5 continenti trascorreranno 800 ore sul web da mobile (su una media cosumption complessiva di 8 ore al giorno per individuo). Parafrasando, stiamo parlando di 33 giorni e 8 ore a testa senza soluzione di continuità. Senza dimenticare che gli algoritmi fissano a 930 ore pro capite il limite che si toccherà nel 2021.

Negli ultimi 4 anni, il tempo medio trascorso da ogni singola persona su device mobile è aumentato del 13% a ogni rilevazione, passando da 80 a 130 minuti al giorno. Le cause di questo incremento sono semplici: maggior disponibilità di smartphone per la popolazione, connessioni rapide, sempre più app da scaricare e migliori performance di visione offerte dagli schermi di ultima generazione.

Eppure la crescita della fruizione da mobile sta rallentando, nonostante la diffusione di dispositivi mobile anche nelle aree meno abbienti della Terra. Accade quindi che nel 2019 a farla da padrona è ancora la TV: il piccolo schermo sale sul gradino più alto del podio dei mezzi preferiti, con 167 minuti di visualizzazione al giorno a testa. Anche “la regina” TV non ha però ottime previsioni di cui vantarsi: Zenith stima infatti che i minuti di fruizione quotidiani scenderanno a 165 nel 2021.

E in Italia? Ecco, l’analisi della consumption digitale al di qua delle Alpi parte da alcuni presupposti fondamentali: aumentano anche nel 2019 i device connessi a Internet, lo stile di vita dei consumatori è sempre più flessibile e cresce la quota di contenuti liquidi e indipendenti dalle piattaforme di fruizione.

Da tutto ciò deriva un incremento del numero medio di device digitali usati. Non sorprende perciò che il mercato mediale tricolore abbia eletto i video on-demand (VOD) ad assoluti protagonisti. Questo trend e le ottime percentuali di tempo di fruizione fatte segnare dai social media consentono alla penetrazione digitale di proseguire ottimamente in Italia: +5,8%, con una reach di 42,5 milioni di utenti unici da mobile nel dicembre 2018.

Il panorama italiano sta inoltre subendo progressivamente l’influenza della voice search. Home speker e assistenti domestici sono tra i più venduti nei negozi di settori. A tal punto che, a detta di ComScore, nel 2020 il 50% delle ricerche online sarà effettuato tramite voice search.

Suscita particolare interesse anche l’analisi demografica della media cosumption. In primis, i dispositivi mobile trovano un terreno fertile soprattutto tra gli under 44, anche se la fascia 35-44 anni è ancora fortemente attratta dalla radio; gli utenti d’età più avanzata prediligono tuttora la stampa all’online. Proprio la stampa e il cinema stanno scomparendo dalle fruizioni per le fasce di reddito più basse, mentre si conferma il calo degli ascolti TV ad agosto.

Concludendo con la fruizione digitale, lo smartphone distrugge la concorrenza per la navigazione online, lasciando al desktop le preferenze per gli acquisti online.

di Paolo Romiti_Presidente e CEO

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