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Cosa dovrebbe fare oggi il Marketing Manager di una media impresa italiana? (P.3)

Al giorno d’oggi un Marketing Manager dovrebbe ripensare al tempo che dedica alle varie attività previste nel proprio ruolo.
Un ruolo che diventa sempre più Digital e, di conseguenza, sempre più Content e Data Driven. Farlo con successo, vuol dire tornare ai fondamentali del marketing: i canali, il target, il posizionamento e la concorrenza.

Nei precedenti articoli ci siamo soffermati su come cambia il ruolo del responsabile Marketing di una media azienda Italiana, chiamato sempre di più a ragionare in ottica di “WHY” (ragion d’essere = fonte primaria di contenuti) e “KPI” (indicatori di misura = che aiutano a capire se si sta raggiungendo l’obiettivo desiderato).

Nella quotidianità questi concetti vengono declinati su quattro “driver” fondamentali: il posizionamento, la concorrenza, il target e i canali.

Viviamo nell’epoca in cui il numero di dispositivi connessi alla rete ha superato il numero di abitanti sul pianeta; le nuove generazioni stanno facendo proprio il concetto di ‘second screen’, se non addirittura di ‘third screen’ (due/tre dispositivi consultati contemporaneamente); ognuno di noi vive in sempre di più in una costante ‘sete’ di messaggi e notizie, per cui Apple stessa sta parlando di ‘Digital Detox’ per ridurre questa dipendenza.

In questa crescita esponenziale di messaggi, stimoli, annunci e notizie come è possibile per un’azienda priva di un brand ‘iconico’ differenziarsi? Catturare l’attenzione? Colpire e interessare gli altri?

Avere ben chiaro il posizionamento, vuol dire avere a mente come ci si deve differenziare dai concorrenti, cogliendo prima degli altri i trend emergenti del proprio mercato.

I trend sono quei segnali anticipatori di un fenomeno che, ormai in pochissimo tempo, diventano regole, abitudini e consuetudini di un mercato dove i clienti ricercano benefici unici ed esperienze nuove.

Capire il proprio target significa conoscere quali sono i benefici esclusivi e differenziali che i miei clienti ottengono in una scala di benefici (la famosa piramide dei bisogni di Maslow), dove sempre più, ai cinque livelli esistenti se ne va aggiungendo un sesto: il bisogno di ‘autenticità’, vale a dire il bisogno di sapere che quello che si sta leggendo, ascoltando, provando è reale, vero, privo di contaminazioni e genuino.

Ecco perché il Marketing esperienziale, di cui parleremo in un’altra sede, sta diventando un punto chiave, ed ecco perché usare bene i nuovi canali, digitali ma non solo, equivale a dire che si è ben compreso come raggiungere i propri clienti per alimentare il funnel di nuovi lead (oggi sempre più merce rara e preziosa).

I concorrenti vanno studiati, analizzati, capiti e, quando serve, copiati, cercando di fare proprie best practice già collaudate e di renderle più autentiche e differenzianti.

Tutte e quattro queste leve agiscono simultaneamente sui risultati aziendali, tutte e quattro le leve hanno i loro KPI di riferimento da misurare periodicamente.

Tutte e quattro le leve vanno usate al meglio, perchè trascurarne una vuol dire esporsi pericolosamente a minacce che possono far crollare la mia ragion d’essere (il famoso “WHY”).

di Andrea Ricotti_Sales & Marketing Director

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