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50 anni fa lo sbarco sulla luna: La celebrazione di Todd Douglas-Miller con un documentario inedito

Il 20 luglio 1969 l’uomo metteva piede per la prima volta sulla superficie lunare. Dopo 50 anni emergono alcune scene inedite in un documentario del regista Todd Douglas-Miller

11 mila ore di immagini inedite: è partito da qui il regista statunitense Todd Douglas-Miller per cercare di elogiare e sorprendere attraverso il suo documentario “Apollo 11”, attraverso una profonda analisi e una scelta oculata del nuovo materiale a disposizione.

L’opera, grazie a una serie di straordinari frammenti rimasterizzati in HD, porterà direttamente gli spettatori nel cuore della missione più celebre della NASA: quella che, per prima, ha portato gli uomini sulla Luna e ha reso eroi per sempre Neil Armstrong e Buzz Aldrin, insieme al pilota del modulo di comando Mike Collins.

Il trailer del documentario parla della missione come dell’“ultima volta in cui l’umanità è stata una cosa sola”. Per rivivere quelle ore e quei giorni epici che hanno ispirato decine ricostruzioni cinematografiche e sci-fi (nonostante già l’anno precedente debuttasse nei cinema il capolavoro “2001 Odissea nello spazio”), in Italia si dovrà attendere il 9 settembre: l’elenco delle sale che ospiteranno le proiezioni sarà pubblicato a breve su NexoDigital.

Le recensioni sul lungometraggio di Douglas-Miller non lasciano però dubbi sul fascino che saprà suscitare tra il pubblico. Al Sundance Film Festival 2019, “Apollo 11” si è infatti aggiudicato il Premio Speciale della Giuria Documentari per il Miglior Montaggio. Il motivo è presto detto: l’obiettivo del regista è stato dar forma a un eccezionale lavoro di storytelling, che sapesse distinguersi rispetto alle tradizionali ricostruzioni e svelare dettagli nascosti, andando oltre la mera cronaca della missione.

In ogni caso, tornando al presente, sembra che oggi gli obiettivi di sviluppo della NASA siano drasticamente cambiati. Se l’agenzia a stelle e strisce non pare più interessata a portare l’uomo tra i crateri lunari, Cina e India hanno invece avviato programmi spaziali di valore assoluto. Le due potenze orientali desiderano esplicitamente essere le eredi di quel sogno spaziale che accumunava tutti gli spettatori del pianeta sintonizzati su radio e tv nel corso del 20 luglio 1969.

La grande sfida del futuro è portare l’uomo su Marte: non si sa quale agenzia nazionale sia in vantaggio in questo percorso, né tantomeno chi riuscirà a tagliare il traguardo per primo. Ma una certezza già c’è: chiunque vincerà la corsa al pianeta rosso creerà sicuramente le condizioni per far rinascere (anche solo per pochi istanti) un sentimento di comune gioia, entusiasmo e perfino estasi in grado di unire tutti gli abitanti del globo.

a cura della redazione di redwave_mag

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