H2H

H2H

H2H has created 56 entries
  • Maggio 2019

    H2H alla Milano Digital Week con lo Sharing Mobility Hack

    H2H, Master Publitalia e Share Now hanno dato vita all’hackathon per laureati e laureandi under 26. All’evento era presente anche Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e all’Ambiente di Milano.

    Il trend dell’attenzione verso l’ecologia sta cambiando. I riflettori di media mainstream e grassroots si accendono sempre più spesso in direzione del global climate change. Anche per merito dei costanti warning dell’OMS o di influencer (nell’accezione più etica del termine) come Greta Thunberg.

    E, nonostante non tutte le istituzioni globali stiano correndo verso lo stesso traguardo, nella massa trova spazio qualche caso virtuoso. Come il Comune di Milano, che anche nel 2019 ha promosso l’attesa Milano Digital Week, dedicata alla conoscenza e all’innovazione della città attraverso la tecnologia. All’interno della rassegna, H2H ha collaborato con Master Publitalia e SHARE NOW per la creazione dell’hackaton Sharing Mobility Hack: 40 laureandi/laureati under26 si sono sfidati alla ricerca di soluzioni concrete e innovative nell’ambito della sharing mobility.

    Il progetto vincitore è stato “Hey SHARE NOW”: per rendere più lean la user experience a bordo delle auto in sharing, i giovani e improvvisati project manager hanno ipotizzato l’adozione di un chatbot su WhatsApp in qualità di assistente di guida.

    di Paolo Romiti_Presidente e CEO

    Crossmedia state of mind: il nuovo progetto firmato da Best Western

    Best Western sta lanciando in questi giorni un communication plan ad alto impatto, in esclusiva con la concessionaria Rai Pubblicità. L’obiettivo? Ottenere una copertura di 195 milioni di contatti.

    1,8 milioni di impression su Rai Play, 546 in radio con tabellare e radio-promo, 599 comunicati in tv e 117.404 visioni al cinema. Ecco l’estrema sintesi del communication plan di Best Western per la promozione del gruppo in Italia. Un’operazione crossmediale di altissimo livello, soprattutto se si fa riferimento al panorama italiano, ancora lontano dagli standard anglosassoni. L’attività è stata affidata in esclusiva a Rai Pubblicità, con l’obiettivo di ottenere una copertura pari a 195 milioni di contatti. Sfruttando i 2,5 milioni di euro di budget (tra quota digital annuale e attività loyalty), la marketing strategy troverà appoggio su quattro pilastri fondamentali: business acquisition, loyalty per la raccolta e la gestione dei dati, una premium digital experience con funzioni evolute per il room service e branding activities. «È un segnale di leadership verso il mercato», conferma Sara Digiesi, Chief Marketing Officer di Best Western Italia.
    di Luca De Marchi_Content & Strategy

    Noi serie-dipendenti, AKA come Netflix & Co ci hanno cambiato la vita

    Dalle uscite costanti alle serate in casa, dalle attese spasmodiche alle serie terminate in una notte: ecco come le piattaforme streaming hanno cambiato il nostro quotidiano. Ma sarà sempre per il meglio?

    Quello delle serie TV è un mondo incredibile, in grado di trascinarti in situazioni che mai avresti pensato possibili: un giorno ti ritrovi ad affrontare un’apocalisse zombie, quello dopo a tentare il colpo del secolo e, prima che te ne accorga, a cercare di risolvere il più insolubile dei misteri. Da quando esistono Netflix, Prime Video, NOW TV, TIMVision, Infinity e tutte le altre piattaforme streaming, poi, la nostra dipendenza da contenuti audiovisivi è diventata reale e irrevocabile. Il nostro stesso modo di approcciarci alla vita sociale, al rapporto con gli altri e agli argomenti di conversazione è mutato, portandoci a condividere sempre più le nostre esperienze seriali e a ricercare sempre meno altre forme d’intrattenimento. Ma questo nuovo approccio non rischia di farci perdere di vista ciò che è realmente importante?
    di Irene Geronimi_Digital Content

    L'inverno è arrivato

    Al via l’attesissima nuova stagione de “Il Trono di Spade”. Dopo quasi due anni la serie più vista di sempre torna con la sua stagione finale.

    Sono passati 595 giorni dall’ultimo episodio de “Il Trono di Spade”, poco meno di due anni per la messa in onda della prima puntata dell’ottava ed ultima stagione per la serie targata HBO. Un percorso, quella della serie, lungo 8 anni dal 2011 al 2019 nel quale la serie è riuscita a raggiungere la più grande fetta di fan-base di sempre. Game of thrones, questo il titolo originario della serie, ha, infatti, conquistato un pubblico vastissimo, un crescendo continuo di spettatori che si sono appassionati alle vicende delle casate Stark, Targaryen, Lannister ecc,.
    A cura della redazione di redwave_mag

    Rivoluzione podcast

    In un mercato dell’audio in fortissima espansione i branded podcast sono sempre più utilizzati nelle strategie di content marketing. La chiave? Coinvolgimento e storytelling immersivo che catturano l’ascoltatore.

    In rete tutto è velocissimo. Informazioni, video in diretta, idee, conversazioni, tutto viaggia alla velocità della luce, in uno spazio dominato dalla frenesia e dalla fretta di “esserci”, con un commento o con un like.

    Da un po’ di tempo si sta tuttavia imponendo un’inversione di tendenza, che vede primeggiare un canale votato all’approfondimento dei contenuti e alla lentezza, senza essere distratti dalle immagini.

    È il podcast, il file audio che si può scaricare sullo smartphone e ascoltare quando si vuole.

    E proprio qui sta forse la chiave. Il podcast può essere fruito in qualsiasi momento della giornata. Si può ascoltare durante una corsa, in palestra, mentre si cucina, al supermercato e in un sacco di altri micro-momenti di svago. Ancora una volta l’on-demand vince: Play, Stop, Rewind. Perché si adatta al nostro stile di vita frenetico.

    di Monica Magnoni_ Communication & Marketing

    Mobile World Congress di Barcellona: il futuro è presente

    La più importante fiera del mondo dedicata al mobile ha chiuso con grande successo di pubblico e novità che ci proiettano in un futuro fatto di velocità, iperconnettività e soluzioni intelligenti.

    Diciamocela tutta. Per milioni di anni l’uomo ha avuto – o si è dato – un primato: essere l’entità più intelligente sulla Terra.

    Oggi, qualcosa sta intaccando o compensando questa supremazia.
    La tecnologia allunga il passo e ci supera. Troppo veloce, troppo interattiva, troppo indispensabile per connettere persone e cose.

    Intelligent Connectivity è stato il tema del Mobile World Congress di Barcellona. La vetrina internazionale ha chiuso da pochi giorni e ha lasciato sbalorditi pubblico, addetti ai lavori, aziende e anche gli stessi sponsor ed espositori.

    Parte una nuova era con l’arrivo del 5G, ma anche con smartphone foldabili, oggetti che interagiscono con l’utente, dispositivi domotici per case a portata di tap, trionfo della smart mobility. Senza considerare il traino sull’economia globale.
    Il mondo virtuale non è più parallelo, ma integrato nella nostra esistenza.

    Il rapporto uomo/intelligenza artificiale, prima appannaggio di opere letterarie e cinematografiche, è realtà.

    di Benedetta Mincarini_Content Strategist

    Quattro lezioni di Digital Marketing per i marketers – Parte 1

    Le sfide dei Chief Marketing Officer sono molte, complesse ed eterogenee. Mantenersi aggiornati ed efficaci non è semplice specialmente in un contesto ad alta velocità come tutto quello che ruota attorno al digital.

    I CMO, i marketing manager, i direttori marketing e tutte le figure simili hanno un grande impegno da portare avanti oggigiorno. Devono infatti essere esperti di tecnologia e devono essere sempre aggiornati con le ultime novità, specialmente nel digital, mentre contemporaneamente devono padroneggiare tutti gli aspetti della strategia di marketing, sia online che offline. In alcune aziende i responsabili marketing vengono addirittura indicati come CTM (Chief Technology Marketer).

    Praticamente dei tuttofare.

    Nonostante la rapida evoluzione generata dal digitale, il lavoro principale del marketing può ancora essere riassunto in tre parole: attrarre, acquisire, ritenere. In qualche modo è confortante sapere che questi obiettivi rimangono stabili. Ma cosa fare dopo? Cosa significa in un contesto digitale?

    di Andrea Casagrande_Head of Digital

    Twitch, il social dedicato alle live sponsorizzato da Amazon

    La piattaforma online viene considerata la YouTube dei videogiochi, e per-mette di guadagnare grazie a donazioni tramite Amazon.

    Una piattaforma per lo streaming live di gameplay (ovvero un gamer si riprende mentre gioca dando cosi la sensazione agli spettatori di giocare con lui) che sta letteralmente spopolando a seguito dell’acquisto da parte di Amazon per 970 milioni di dollari.
    a cura della redazione di redwave_mag

    La Formula E a Roma, quando la città eterna diventa Montecarlo

    Sabato 13 aprile ha preso il via la seconda edizione del Gran Premio Eco-friendly, dove Roma per un weekend è diventata un circuito cittadino in stile Montecarlo.

    Roma. La sua grandezza e la sua bellezza sono state messe per la seconda volta in secondo piano, per far posto all’adrenalina generata dalle monoposto a trazione elettrica della Formula E. Il weekend è stato un successo nonostante le condizioni climatiche (piovose) con oltre 35mila presenze registrate all’interno del circuito cittadino romano.
    a cura della redazione di redwave_mag

    Baricco: con The Game racconto chi ha scritto le regole del gioco digitale

    Dove stiamo andando, e soprattutto, come siamo arrivati fin qui? Una mappa imperdibile dell'Homo Sapiens dopo il sisma che ha sconvolto un'intera civiltà. La nostra.

    Una conversione collettiva a nuove tecniche di sopravvivenza. Una virata strategica geniale. Un formidabile cambio di paradigma. È la mutazione di cui Alessandro Baricco traccia un’articolata cartografia in The Game (Einaudi), avventurosa ricostruzione del fenomeno noto come “rivoluzione digitale”, intesa non solo come radicale cambiamento tecnologico indotto dagli strumenti che hanno trasformato le nostre vite negli ultimi decenni, ma soprattutto come risultato di una vera e propria “insurrezione mentale”. Dagli anni Ottanta e Novanta a oggi, un’originale mappatura delle innovazioni (dal Commodore 64 a Instagram, passando per smartphone e Web 2.0), dei loro artefici e soprattutto del loro impatto sulla mentalità e la cultura. Uno sguardo da umanista sulla dissoluzione della frontiera tra esperienza del mondo reale e di quello digitale.
    di Alessandro Vezzoli_Copywriter e Redattore

    Dal caos di Icardi alla diatriba Kessie-Bakayoko-Acerbi: come cambia il calcio attraverso i social

    La continua tendenza dei calciatori è quella di utilizzare i social network come mezzo di sfogo, creando scenari difficili da immaginare per gli appassionati di una volta.

    Sono ben lontani i tempi in cui un calciatore professionista riusciva a far parlare di sé più per le sue gesta in campo che per i suoi comportamenti al di fuori di esso. Il calcio dei campioni del mondo dell’82 è un lontano miraggio, ma anche quello dei più recenti eroi del mondiale 2006 sembra essere ormai un pallido ricordo. I social network, come ben noto, hanno cambiato il modo di interpretare la vita di ognuno di noi e, proprio per questo motivo, hanno colpito anche lo stile di vita dei calciatori, facendo in più di un’occasione storcere il naso ai tifosi, sempre convinti che i propri beniamini debbano mostrare la massima professionalità anche sulle piattaforme social. Di recente abbiamo avuto due esempi di come i giocatori, prestando maggiormente attenzione al campionato italiano di Serie A, preferiscano comunicare solo tramite i social, piuttosto che alle classiche interviste o conferenze stampa. Da Icardi ad Acerbi, il caos generato dai loro comportamenti sui social ha mandato in fibrillazione milioni di tifosi.
    a cura della redazione di redwave_mag

    DMA Awards 2019. Quale campagna avrà i numeri per vincere?

    I DMA Awards Italia rappresentano l’unico contest nazionale dedicato al data driven marketing. Una creatività incisiva, una strategia votata all’engagement e risultati sorprendenti: ecco il mix vincente.

    “Hai generato engagement e puoi misurarlo? DMA Italia ti premia”. Ecco il core message dei DMA Awards Italia, il prestigioso riconoscimento dedicato ad agenzie, centri media e liberi professionisti attivi nel data driven marketing e nella comunicazione relazionale. Si celebra la competenza strategica, creativa e tecnica per l’ingaggio mirato e diretto del target. Ergo, l’interazione passa attraverso un preciso e adeguato utilizzo dei dati e delle informazioni sull’audience.

    Ogni campagna presentata sarà iscritta in una categoria specifica, secondo la propria industry di appartenenza. La giuria, con il presidente Paolo Iabichino, premierà le iniziative più meritevoli con i trofei oro, argento, bronzo o l’ambìto diamond (per la miglior campagna in assoluto). Le campagne vincitrici avranno poi la chance di partecipare ai DMA ECHO Awards negli Stati Uniti e alla short list per il simbolo del primato globale The best of the Best.

    di Paolo Romiti_Presidente e CEO
  • Social networks overcome Google as search engine

    Google is the most used search engine in the world. Everyday, million of people trust its results and in the last years, Google has succeeded in experiencing the mobile revolution earning the loyalty of its users. However, it seems it wasn’t enough: recently Facebook overcame Google by four percentage points, for an entire week.  

    According to a study of Data Science Center, today the social networks – especially Twitter and Facebook – are the main tools in order to find all the necessary information. Why? Some websites, such as Reddit and the same social networks are able to address the traffic website and they can actually spread the so called fake news. Moreover, the traffic website does not frequently come from Google, but from the social networks and the newsletters.

    So, what’s going to happen in the future? Google is looking for new challenges, such as the web-wide algorithmic search, artificial intelligence and robotics.

  • A 30 year relationship: congratulations, Gianmario!

    Tough, determined, ambitious. These are the three adjectives we choose to define Gianmario Colafati, our Operations Director.

    With an optimistic approach, which looks towards the future and it is opened to new challenges, like the digital and social media ones, Gianmario Colafati celebrates 30 years of career in the group. Over the years, Gianmario contributed to ensure the success of our agency by integrating traditional and digital skills, as well as the engagement and proximity marketing competencies.

    This successful approach has made our Operations Director a truly point of reference by contributing to bring cross-cutting skills and best practices into the agency for the implementation of projects for the more than 40 clients ranked in our portfolio.

    Well then, it has to be said: 30 of those years, Gianmario!

  • Social Media Week Independent: 5 days to deal with the communication’s future.

    The Invisible Hand: Hidden forces of technology”: that’s the theme of the Social Media Week Independent. The event is taking place in Rome from 09/11 to 09/15 at Villa Borghese.

    The whole week is focused on speeches regarding economic, social and cultural effects of the digital, web and social media.

    This is an important opportunity to study the relationship between society and new technologies in order to understand how they are going to influence the language, the world and the way we communicate.

    There are more than 65 scheduled events including workshops, case studies, seminaries and keynotes by important Italian and international experts. And also, guests can assist at no charge many moments of networking.

    It’s a key event to talk about the role of social media and question about the web phenomenon with the goal of deeply understanding the society in which we live.

  • DMA Awards 2019. Quale campagna avrà i numeri per vincere?

    I DMA Awards Italia rappresentano l’unico contest nazionale dedicato al data driven marketing. Una creatività incisiva, una strategia votata all’engagement e risultati sorprendenti: ecco il mix vincente.

    In un angolo del ring troviamo schierati i dati, l’attenzione alle misurazioni di lead o click, le data management platform e i sistemi di interpretazione analitica. Dall’altra parte si riuniscono invece la creatività, la strategia che la ispira e declina, la capacità di creare appeal e engagement.

    Nell’epoca ante DMA questa suddivisione interna al marketing era legittimata anche da esperti del settore o pseudo-marketer. Come se ci si trovasse di fronte a insiemi sostanzialmente non intersecabili. E, sotto alcuni sfortunati aspetti, tale visione trova ancora spazio.

    Ecco, DMA Italia ha trovato e promuove invece un ribaltamento totale di questo paradigma. Anno dopo anno, l’associazione è diventata il punto di riferimento nazionale per il Direct and Data Driven Marketing: le aziende che ne fanno parte mescolano idee, valori e vision per dar forma a soluzioni di marketing in grado di utilizzare i dati in modo etico, consapevole e virtuoso.

    Convegni, seminari e attività di lobbying sono solo alcune delle proposte che DMA mette in campo per favorire il settore della comunicazione data-driven. Ma c’è di più, molto di più. E questo plus è incarnato dai DMA Awards Italia, il prestigioso riconoscimento dedicato a agenzie, centri media e liberi professionisti attivi nel data driven marketing e nella comunicazione relazionale. Si celebra la competenza strategica, creativa e tecnica per l’ingaggio mirato e diretto del target. Ergo, l’interazione passa attraverso un preciso e adeguato utilizzo dei dati e delle informazioni sull’audience.

    Ricordate lo scontro sul ring che ha aperto questo contributo? DMA e i DMA Awards Italia sono un passo oltre. Un lunghissimo passo oltre.

    Anche l’edizione 2019 del contest esalterà l’abilità di coinvolgere i singoli consumatori attraverso iniziative di social marketing, CRM, eventi e Programmatic ADV. Il posizionamento dei DMA Awards si è però evoluto abbracciando il tema dell’engagement, in quanto fattore fondamentale nella valutazione dell’efficacia di una campagna.

    Ogni campagna presentata sarà iscritta in una categoria specifica, secondo la propria industry di appartenenza. Le iniziative più meritevoli verranno premiate con gli ormai famosi metalli oro, argento o bronzo. E la migliore campagna in assoluto avrà l’onore di vedersi assegnato il tanto ambito diamond.

    Le campagne vincitrici accederanno a un network internazionale, godendo della chance di partecipare ai DMA ECHO Awards negli Stati Uniti e alla short list per il simbolo del primato globale The best of the Best.

    Il Presidente della giuria dei DMA Awards Italia 2019 sarà Paolo Iabichino. Nel corso della sua carriera, il founder di Lead&Read ha coordinato le strategie per gli asset digitali dei brand FCA e ha lavorato sui brand più importanti del Gruppo Ferrero. A tali esperienze, vanno sommate le collaborazioni con Alitalia, American Express, Armani, Barilla, IBM, Nestlé, il Festival di Cannes, Wired Italia, Hoepli, l’Università di Pavia e IULM. Insomma, un’ulteriore vera garanzia di qualità all’interno del comitato del contest.

    di Paolo Romiti_Presidente e CEO
  • DAL CAOS ICARDI ALLA DIATRIBA KESSIE-BAKAYOKO-ACERBI: COME CAMBIA IL CALCIO ATTRAVERSO I SOCIAL.

    La continua tendenza dei calciatori è quella di utilizzare i social network come mezzo di sfogo, creando scenari difficili da immaginare per gli appassionati di una volta

    Lo sport, e in particolare il calcio, è parte integrante della cultura italiana e, cosi come molte delle consuete abitudini, ha subito l’avvento della tecnologia e dei social network in particolare. Polemiche, indiscrezioni di mercato, dichiarazioni ufficiali e ufficiose, il tifoso ama tenersi informato su questo genere d’informazioni, ma con l’avvento della tecnologia si è arrivati a una vera e propria esuberanza, che sfocia talvolta in una sensazione di fastidio da parte degli appassionati.

    I calciatori, cosi com’eravamo abituati a intenderli, ovvero come atleti in campo, sono cosi diventati degli influencer, liberi di esprimersi sui social network, creando così molte più polemiche, spesso tratte da argomenti futili, di quanto non fossimo abituati in precedenza. E così, se il gossip intorno a un calciatore si limitava ad argomenti del tipo quale potesse essere la sua nuova fiamma, si è passati a insulti da diretti rivali tramite social e addirittura a frecciatine verso il proprio club di appartenenza.

    È il caso di Mauro Icardi, attaccante argentino e punta di diamante dell’Inter, che in seguito alla decisione della società di privarlo della fascia di capitano, si è rifiutato di giocare per quasi due mesi, in quanto presumibilmente offeso. Dal 13 febbraio al 3 aprile, Icardi non ha più giocato un solo minuto con la maglia neroazzurra, senza proferire una sola parola, senza nessuna dichiarazione che spiegasse il perché di questa sua decisione, ma parlando (in maniera velata) esclusivamente tramite i social network, in particolare Instagram. Parte integrante di questa faida tra club, l’Inter e il giocatore è stata la moglie-agente Wanda Nara che, sempre tramite i social network, non mancava di difendere il proprio marito dalla brutta e cattiva società rea di averlo degradato a semplice attaccante del club. Wanda Nara è anche da quest’anno opinionista televisiva e, durante questo periodo, non sono mancatele discussioni durante la trasmissione, con la moglie-agente colpevole di aver detto qualcosa di troppo nei confronti dei compagni di squadra del marito. Sì, perché oggi anche le mogli dei calciatori attraverso i social manifestano eventuali malumori dei propri compagni, alimentando polemiche puntualmente riprese dalla stampa.

    Gli stessi calciatori contribuiscono a inasprire gli animi dandosi addosso uno contro l’altro. Recentemente, in vista della partita Milan-Lazio di campionato del 13 aprile, Acerbi, difensore della Lazio, e Bakayoko e Kessie, centrocampisti del Milan, hanno aizzato un polverone mediatico prima tramite i social e quindi tramite gesti palesi. Acerbi qualche giorno prima della partita ha dichiarato alla tv del club “di essere superiore nei singoli al Milan”. A quel punto, via Twitter, Bakayoko ha replicato “Ci vediamo sabato”. Immediatamente dopo la partita terminata 1-0 a favore dei rossoneri, Bakayoko e il compagno Kessie hanno esposto la maglia di Acerbi alla propria curva come un trofeo, in segno di derisione per le sue dichiarazioni. Di lì a poco gli stessi tifosi si sono scatenati, mentre Acerbi affermava, sempre tramite social, che “fomentare odio non è sport”. Il calciatore si riferiva ai numerosi insulti ricevuti che ricordavano un suo periodo non facile vissuto per una malattia che gli stava costando la vita. I due centrocampisti del Milan si sono quindi scusati, sempre tramite social, per il loro gesto non curanti della quantità di odio scatenato.

    Il calcio è passione, e negli anni sugli spalti se ne sono viste di tutti i colori, ma la sensazione è quella che i social rischino di rompere il giocattolo. Sono lontani i tempi in cui per il calcio si era capaci di interrompere delle guerre, come nel 1914, quando francesi e tedeschi deposero le armi per sfidarsi a colpi di pallone durante la notte di Natale.

    a cura della redazione di redwave_mag
  • Baricco: con The Game racconto chi ha scritto le regole del gioco digitale

    Dove stiamo andando, e soprattutto, come siamo arrivati fin qui?
    Una mappa imperdibile dell'Homo Sapiens dopo il sisma che ha sconvolto un'intera civiltà. La nostra.

    Una conversione collettiva a nuove tecniche di sopravvivenza. Una virata strategica geniale. Un formidabile cambio di paradigma. È la mutazione di cui Alessandro Baricco traccia un’articolata cartografia in The Game (Einaudi), avventurosa ricostruzione del complesso di innovazioni noto come “rivoluzione digitale”. Non solo un radicale cambiamento tecnologico indotto dagli strumenti che hanno trasformato le nostre vite negli ultimi trent’anni, ma il risultato di una vera e propria “insurrezione mentale”.

    Attenzione, infatti, a non confondere causa ed effetto: l’uomo nuovo non è quello prodotto dallo smartphone, ma “quello che l’ha inventato, che ne aveva bisogno, che se l’è disegnato a suo uso e consumo”. La rivoluzione digitale descritta nelle pagine di The Game ha dunque l’aspetto di una catena montuosa prodotta da un sisma sotterraneo, una cordigliera le cui vette scandiscono le tappe di un itinerario che, non a caso, prende simbolicamente le mosse da Space Invaders, il videogioco che nel 1978 smaterializza l’esperienza (non solo) ludica e ne sposta il baricentro, stabilendo la postura tipo dell’età digitale: uomo-tasti-schermo. Tre “gesti lunghi” tracciano il campo da gioco della nuova epoca: la digitalizzazione di testi, suoni e immagini che riduce allo stato liquido il tessuto del mondo (dal CD al DVD passando per l’MP3); la diffusione del personal computer che diventa davvero visibile a metà degli anni ’80 con Ibm, Commodore 64 e Mac e irreversibile a metà del decennio seguente con l’avvento di Windows 95; la connessione dei computer in una rete che si fa World Wide nel 1990 grazie al Web ideato da Tim Berners-Lee e arriva al traguardo nel 1998 con la nascita di Google.

    Tramonto delle mediazioni in un mondo a trazione diretta, apparentemente senza confini e senza élite; transizione dalla linearità alle strutture ipertestuali; profilarsi di una sorta di “umanità aumentata” che trova il suo habitat in un sistema di realtà dove la distinzione tra mondo vero e oltremondo virtuale decade a confine secondario: su queste fondamenta s’innesta il processo di colonizzazione digitale del pianeta. Wikipedia e Linkedin, Skype e Facebook, YouTube e Twitter preparano il momento clou del 9 gennaio 2007, quando Steve Jobs dal palco del Moscone Center di San Francisco dichiara di avere reinventato il telefono. “It’s very simple”, afferma mentre fa scaturire meraviglie pizzicando divertito lo schermo di “un piccolo computer che finge di essere un gioco”. Un gran finale e al tempo stesso il punto di partenza della fase in cui siamo immersi tuttora, dove all’esperienza intesa in senso classico, novecentesco (compimento, pienezza, sistema realizzato) si sostituisce la post-esperienza (squarcio, perdita di controllo, dispersione). Se l’esperienza era un gesto che metteva in ordine la realtà, la post-esperienza è un movimento che la destabilizza. E che diventa “il nostro modo di creare senso, di ritrovare la vibrazione del mondo”.

    Una volta compresa la straordinaria portata della mutazione digitale, siamo davvero sicuri di conoscerne gli obiettivi e i valori? Qualcuno ha calcolato le conseguenze dell’uso dei brand new tools sul nostro modo di vivere e forse anche di essere? Stiamo costruendo una civiltà brillante ma incapace di reggere all’onda d’urto del reale? Mentre ci addentriamo tra le sfide e le potenzialità offerte da un mondo in continuo movimento, diventiamo ogni giorno più consapevoli che le mappe di cui abbiamo bisogno ancora non esistono. Sappiamo però dove cercarle: nel rovescio delle nostre paure. Allora pronti? Let’s play.

    di Alessandro Vezzoli_Copywriter e Redattore
  • La Formula E a Roma, quando la Città Eterna diventa Montecarlo

    Sabato 13 aprile ha preso il via la seconda edizione del Gran Premio Eco-friendly, dove Roma per un weekend è diventata un circuito cittadino in stile Montecarlo

    La zona prescelta è quella dell’EUR che da ormai due anni si trasforma per un weekend di metà aprile in un circuito dove le monoposto elettriche possono ingaggiare duelli emozionanti, in grado di stupire anche i tifosi più scettici.

    Per gli appassionati di motori, quando si pensa a un circuito cittadino, la mente viaggia immediatamente al Gran Premio di Montecarlo, storicamente uno dei gran premi più emozionanti della Formula 1. Roma, però, in questi ultimi due anni ha dato prova di non essere da meno e, malgrado le numerose polemiche, l’edizione dell’E-Prix si è rivelata un successo.

    Il calore dei tifosi italiani ha reso questo circuito uno dei più attesi da parte degli appassionati delle monoposto elettriche, dopo solo due edizioni. Non saranno le Ferrari, le McLaren o le Williams della Formula 1, ma questi bolidi continuano a stupire, e la Formula E si sta, a mano a mano, facendo spazio tra i più grandi campionati automobilistici al mondo.

    Mitch Evans su Panasonic Jaguar Racing è il vincitore del secondo E-Prix di Roma di Formula E sul circuito cittadino dell’EUR. Una gara che non ha certamente deluso le attese. Con un imprevisto dopo 45 minuti di corsa, più un giro, la corsa è stata infatti sospesa 50 minuti nelle prime fasi a causa di uno scontro che ha coinvolto numerose vetture. Purtroppo, la seconda edizione dell’E-Prix di Roma è stata un po’ rovinata dalla pioggia. Ma fin dalla mattina, con le prime prove alle 8, e il tempo clemente, l’evento tanto atteso, con i bolidi elettrici a Roma, si era animato, e tanti romani si erano presentati all’EUR.

    Non resta che aspettare la 3a edizione di questo Gran Premio, per essere ancora una volta immersi in un turbinio di emozioni elettrizzanti, con uno scenario magnifico come solo la Città Eterna sa offrire.

    a cura della redazione di redwave_mag
  • Twitch, il social dedicato alle live sposorizzato da Amazon

    La piattaforma online viene considerata la YouTube dei videogiochi, e permette di guadagnare
    grazie a donazioni tramite Amazon

    Twitch è la nuova piattaforma streaming dedicata ai gamers, i videogiocatori. Sul sito è possibile assistere a numerosissime live di qualsiasi videogame di qualsiasi console di nuova e vecchia generazione (PS3, PS4, Xbox 360, Xbox One). I contenuti rimangono successivamente disponibili anche non in-live permettendo così ad un ipotetico spettatore appassionato di fruire dei contenuti anche in differita.

    La piattaforma offre principalmente un duplice servizio: si può infatti essere tranquillamente fruitore e fornitore del servizio streaming. Per diventare gamer e realizzare le proprie live è infatti sufficiente iscriversi alla piattaforma, creare un proprio canale e catturare le immagini del proprio gameplay, la cosa forse più complicata sulla quale Twitch per ora può fare ben poco. Proprio per questo motivo è soprannominata la YouTube dei videogiochi, dando la possibilità quindi di essere spettatore e/o protagonista.

    Twitch offre inoltre la possibilità di partecipare a tantissimi tornei per i giochi che possiede, come ad esempio Pokemon FIFA e altri titoli. Per questa funzione però, oltre alla registrazione alla piattaforma, è imperativo che il giocatore possegga anche l’attrezzatura necessaria per catturare le immagini della partita e trasmetterle dal computer.

    Su Twitch è anche possibile guadagnare qualche soldo. Il guadagno è un’esclusiva per “Affiliati” o “Partner”. Per diventare un affiliato, un canale deve avere 50 follower, 8 ore di streaming pubblicati in almeno sette giorni diversi e una media di tre spettatori per ogni streaming. Per un partner le ore di streaming salgono a 25 ore in almeno 12 giorni diversi e con una media di 75 spettatori. Se le ore di video caricati sono solo una questione d’impegno e costanza, arrivare a 75 spettatori non è così semplice. Twitch però da priorità a canali già affermati, i primi passi sono quelli più complicati. Così come avviene altrove, arrivare da 0 a 50 spettatori è più difficile che passare da 500 a 600. Per emergere si consiglia di “promuovere il canale su altre piattaforme, come Twitter e Facebook”. Guadagnare attraverso Twitch non è un gioco ma un lavoro vero e proprio.

    Amazon ha visto e sfruttato il potenziale della piattaforma acquistandola. La principale innovazione che ha portato il colosso dell’e-commerce alla piattaforma è stata l’introduzione di Twitch Prime. Twitch Prime può essere collegato al proprio account Amazon Prime senza costi aggiuntivi, e permette di usufruire di servizi dedicati oltre che ad alcune offerte specializzate.

    L’ascesa di questa piattaforma sembra davvero inarrestabile. Il gameplay è un format che è sempre stato apprezzato, mentre il genio di Twitch è stato quello di cogliere questo potenziale e farlo esplodere con un servizio interamente dedicato.

    a cura della redazione di redwave_mag