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Tutti amano Baby Yoda

17 Dicembre 2019

Prendi una creaturina minuscola, dagli enormi occhioni scuri e buffe orecchie che si muovono in continuazione. Uniscila al talento di Disney e Lucasfilm nel produrre hit istantanee dai personaggi iconici, quelli che per intenderci andranno a riempire gli scaffali durante il periodo natalizio. Condiscilo con il talento di Jon Favreau nel trovare espedienti narrativi e visivi sempre nuovi e otterrai ciò che Andy Moser di Mashable ha definito “la cosa più carina mai vista in tutta la storia dell’esistenza umana”. Sto ovviamente parlando di lui, l’adorabile Baby Yoda.

Così è stata ribattezzata l’ultima internet sensation, personaggio chiave della serie di punta di Disney+ The Mandalorian. Il nuovo spin off della saga più famosa al mondo racconta le avventure del mandaloriano Dyn Jarren – da tutti chiamato Mando – e, per l’appunto, dell’esserino verde pistacchio che somiglia tanto al maestro Yoda, qui semplicemente indicato come The Child.

Nei mesi precedenti alla messa in onda, intorno alla serie aleggiava un alone di mistero, di cui è facile intuire ora il motivo: la grande famiglia Star Wars aveva in serbo per noi una sorpresa tanto inaspettata da smuovere anche i più duri di cuore.

Il resto è già storia: centinaia di meme, GIF e articoli, social media invasi, petizioni per accelerare la messa in vendita del merchandising. Il tutto senza conoscere ancora la natura, la provenienza o la backstory del personaggio: ma ha davvero importanza, quando non si parla d’altro da settimane?

Per renderci conto della portata del fenomeno, basti pensare che Baby Yoda ha avuto oltre 2,28 milioni di interazioni su Facebook e Twitter nelle prime due settimane dello show. Quando Vanity Fair ha erroneamente comunicato che il pupazzo utilizzato nelle prime puntate sarebbe stato sostituito dalla sola CGI, la comunità di internet si è mobilitata in massa per evitare che ciò accadesse.

Ciò che non sapevamo è che perfino un cineasta come Werner Herzog, fra i villain della serie, già aveva fatto il suo in fase di riprese: il regista tedesco si è infatti fermamente opposto all’evenienza, convincendo tutta la macchina produttiva a mantenere l’essenza di quella meravigliosa creaturina e a non snaturarla tramite espedienti tecnologici. E ha avuto ragione: la versione in digitale del personaggio non avrebbe sortito lo stesso effetto di tenerezza infinita, ergo la stessa inarrestabile risonanza su ogni social del globo terracqueo.

Certo, perché non c’è feed senza Baby Yoda, non c’è comunicazione fra amici senza GIF a tema, non c’è intervista su YouTube senza menzione all’alieno più adorabile della Galassia: Baby Yoda ha conquistato proprio tutti.

Se in Italia se l’è dovuta giocare coi famigerati e introvabili Nutella Biscuits, negli USA l’esserino ha superato nei trend topics perfino i candidati alle Democratiche 2020, certificando l’ineluttabile potere della sua dolcezza.

Da appassionata di Star Wars, ho sempre rilevato la natura polarizzante di qualsiasi prodotto legato alla saga, con i fan pronti a sfidarsi a suon di spade laser pur di difendere il proprio episodio preferito. Mettere tutti d’accordo è operazione assai difficile, ma da quanto emerge sui social The Mandalorian sembra essere riuscita nell’intento: la serie ha il sapore, i colori e i ritmi narrativi della prima trilogia, oltre che la medesima collocazione temporale (Mando e The Child si incontrano cinque anni dopo i fatti de Il ritorno dello Jedi); allo stesso tempo, dedica grande respiro ai personaggi secondari, caratteristica approfondita nella seconda e nella terza trilogia.

The Mandalorian è un procedural nella miglior accezione del termine. Ci porta all’interno di un universo conosciuto e lo racconta come solo i vecchi telefim sapevano fare (penso a te, Xena): lo spettatore si appassiona non tanto alle vicende autoconclusive, ma al rapporto in divenire dei due personaggi principali, accomunati dal mistero sul loro passato e sulla reale identità.

Tornare a tali sensazioni positive, piacevoli, prive delle sovrastrutture cui la serialità contemporanea ci ha ormai abituati, può aver contribuito a rendere meno acceso lo scontro di opinioni sui social network, almeno su argomenti di cultura popolare? La risposta al momento sembra essere : in questo senso, non possiamo che essere grati a Baby Yoda e alle avventure che ci fa vivere di settimana in settimana.

Perché, si sa, la tenerezza scorre potente in lui.

di Irene Geronimi_Digital Content