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Ma quanto va forte il mobile? Più conversioni e meno bounce rate

5 Agosto 2020

Primo indizio: tra i parametri di ranking su Google, la velocità delle pagine di un sito è un fattore primario. Secondo indizio: il traffico web da mobile è nettamente maggiore rispetto a quello desktop. Terzo indizio: le vendite da mobile rappresentano tre quarti delle vendite totali tramite e-Commerce.

Se tre indizi fanno davvero una prova, il concetto è semplice: ogni brand che opera nel web marketing è chiamato a ottimizzare le proprie piattaforme digitali per mobile. Anche (e soprattutto) nella già accennata velocità delle pagine, per garantire una user experience positiva in vista dell’update Google Page Experience (2021).

Un recente studio di Deloitte ha confermato come la velocità della pagina sia strettamente legata a un maggiore engagement dell’utente e alla sua progressione nel funnel. I siti mobile più rapidi possono contare su maggiori visualizzazioni, conversioni più facili e un maggior valore medio degli ordini effettuati.

Per capirci, basta migliorare di 0,1 secondi la velocità di un sito per aumentare le conversioni retail dell’8,4% e il valore medio degli ordini del 9,2%. E le pagine create mirando alla lead generation giovane di un miglioramento dell’8,3% del bounce rate.

Il paradosso, come segnalato da Milestone, è che tuttavia molti siti desktop sia ancora più veloci rispetto ai corrispettivi mobile. Secondo le metriche elaborate con Google Page Speed, il caricamento delle pagine mobile è 2,6 volte più lento (7,9 secondi rispetto ai 2,9 secondi da desktop).

Per usare un eufemismo, il panorama italiano denota grandi margini di miglioramento. Ecco perché non esistono iniziative di marketing digitale che, nell’Anno del Signore 2020, possa permettersi di ignorare un parametro come la velocità della branded platform. A tal punto che il 70% dei consumatori ammette che la velocità della pagina influisce sulla disponibilità ad acquistare da un rivenditore online.

Quindi, la page speed è un aspetto più importante dell’UX Design, del copywriting, del content o dell’ottimizzazione dei parametri SEO? Non del tutto. Ma è ormai dato per assodato come la velocità debba essere inserita nella prima fascia delle opzioni da monitorare.

Sì, essere mobile-first non è più una scelta. È una necessità.

Di Luca De Marchi_Content Manager