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luglio 2019
  • DMA Awards Italia 2019: il Growth Hacking secondo Bifulco

    Promettevano di essere “more than a party”. E, senza ombra di dubbio, hanno mantenuto la promessa. L’edizione 2019 dei DMA Awards Italia (lo scorso 4 luglio al Vodafone Theatre di Milano) ha portato l’asticella del tradizionale evento decisamente più in alto rispetto agli scorsi anni.

    Parte del merito va attribuito anche ai contenuti proposti dagli esclusivi relatori d’eccezione, saliti sul palco prima della Cerimonia di Premiazione. Tra i protagonisti degli interventi pomeridiani, il Director di Startup Grind Andrea Roberto Bifulco ha catturato la platea con un discorso sul Growth Hacking.

    Con la presentazione “Growth Hacking is the new black”, Bifulco ha definito i tratti fondamentali di una disciplina che permette di capire come accelerare la crescita di un business in maniera sostenibile, attraverso rapidi esperimenti sul marketing e sulla definizione del prodotto.

    Nato in Silicon Valley una decina di anni fa e applicato da colossi come Facebook, Dropbox, Instagram e altri, negli ultimi anni questo filone di studi è letteralmente esploso ed è stato adottato da aziende di ogni tipo: da Coca-Cola a IBM, passando per Heineken, Colgate e Transavia. Alla base della metodologia del Growth Hacking vi sono il pensiero laterale, la creatività, la sperimentazione, l’analisi dei dati e la continua interazione di strategie e modelli di business.

    Il discorso del Director di Startup Grind ha quindi esaltato il Gorwth Hacking come il punto d’unione tra sviluppo del prodotto, marketing digitale e data-driven marketing. La giovane teoria può essere applicata in ogni ambito societario: dal Customer Service all’area Operations, dal Risk Management al Complaints handling, fino al Regulated advice & sales.

    Con l’obiettivo di costruire un Growth Engine in ogni azienda, il Gorwth Hacking trova fondamento nella modalità empirica (con una costante ricerca del “beta mode”) e nel totale rispetto del processo teorizzato.

    Su quest’ultimo aspetto, Bifulco ha portato ad esempio la genesi e la crescita di Netflix, seguendo le fasi del funnel classico del Growth Hacking:

    • Awareness: come il tuo brand ottiene visibilità.
    • Acquisition: come gli utenti possono entrare in contatto con te. I canali usati più spesso sono SEO, SEM, SMM, social advertising, content, retargeting e digital PR.
    • Activation: se gli utenti hanno una buona prima esperienza con il brand, attraverso UX, onboarding, CRM e tutorial.
    • Retention: se gli utenti ritornano a visitare il brand, sfruttando email marketing, retargenting, push notification o product marketing.
    • Revenue: come aumentare i guadagni, prestando attenzione al chackout process.
    • Referral: se gli utenti condividono l’esperienza con il tuo brand, tramite referral marketing, meccanismi di sharing o app review.

    Ecco, in estrema sintesi, il mix di operazioni proposto dal Growth Hacking. Che la rivoluzione del data-driven marketing sia già arrivata? Andrea Roberto Bifulco ne sembrava convinto. E, dopo la sua presentazione, anche i presenti in sala avevano pochi dubbi a proposito.

  • DMA AWARDS ITALIA 2019: MORE THAN A PARTY!

    Si è conclusa la settima edizione dei DMA AWARDS ITALIA, la prestigiosa competizione promossa da DMA Italia (Data & Marketing Association) che ha premiato le migliori campagne di marketing data-driven. La Cerimonia di Premiazione si è tenuta lo scorso 4 luglio, nella stupenda cornice del Vodafone Theatre di Milano.

    L’edizione di quest’anno è stata arricchita da un pomeriggio contenuti in cui si sono alternati sul palco relatori d’eccezione.

    In questo articolo il racconto di come si è svolta la giornata.

  • H2H lancia la campagna retention per Mercedes-Benz Italia

    La campagna di comunicazione realizzata da H2H ha come obiettivo quello di attrarre i Clienti possessori di auto Mercedes e smart presso la Rete ufficiale dei Service con la Stella

    Un tono ironico ed irriverente. Un progetto curato nei minimi dettagli concedendo al cliente la dovuta libertà.

    Un’idea ambiziosa, immediatamente premiata elevandola da una dimensione locale a quella nazionale. La campagna retention di H2H per Mercedes-Benz Italia è partita da presupposti comuni a tutti noi che guidiamo auto per ridefinire la vision del mondo Service di Mercedes e smart. Lo scopo è quello di avvicinare i Clienti ai Service ufficiali della Stella per tutte le attività legate all’universo del post-vendita, basandosi sul rapporto di fiducia.

    I media scelti da H2H per veicolare l’offerta prevedono, sul fronte digital, il programmatic, il retargeting e iniziative social, e su quello offline la stampa locale e vari formati Out of Home.
    A livello creativo, la campagna è una multisoggetto che presenta diverse situazioni di ordinaria amministrazione in cui i possessori di Mercedes o smart non nuovissime potrebbero ritrovarsi, riproponendo diverse esigenze per cui è necessario recarsi presso un’officina. Il tone of voice è molto diretto e informale, con una buona dose di irriverenza volta a far sì che il Cliente si possa immedesimare nelle diverse situazioni realistiche, in un’ottica di vicinanza con il brand.

    La campagna, i cui KPI saranno monitorati dal Marketing del Customer Services di Mercedes-Benz Italia su una dashboard dedicata, ha come obiettivo un aumento di oltre il 5% della retention rispetto allo scorso anno.

    “Siamo orgogliosi di avere ideato e gestito un progetto di questa entità. La
    campagna affidataci dal cliente ha avuto un effetto molto stimolante per noi e
    segna l’ulteriore consolidamento della collaborazione tra la nostra agenzia e
    Mercedes-Benz Italia” commenta Paolo Romiti, Presidente e Ceo di H2H
    all’annuncio della campagna guidata dalla sua agenzia.

  • DMA AWARDS ITALIA: ECCO I VINCITORI DELLA SETTIMA EDIZIONE

    Si è conclusa la settima edizione dei DMA AWARDS ITALIA, la prestigiosa competizione promossa da DMA Italia (Data & Marketing Association) che ha premiato le migliori campagne di marketing data-driven. La Cerimonia di Premiazione si è tenuta ieri sera a Milano, nella stupenda cornice del Vodafone Theatre di Milano.

    DMA AWARDS ITALIA è l’unico premio in Italia che, oltre a creatività e strategia, premia la capacità di raccogliere, usare e interpretare i dati. Le rilevazione vengono poi studiate attraverso strumenti come Marketing Database, DMP e Business Intelligence per conoscere i consumatori, comprenderli e costruire per loro rilevanza e engagement.

    Il premio è realizzato in Italia da DMA Italia (www.dmaitalia.it), l’associazione che promuove e incoraggia la creazione di programmi di formazione per il mercato sui temi del marketing e della comunicazione, legati all’utilizzo dei dati (data driven marketing).

    La Cerimonia è stata aperta da Polo Romiti, Presidente dell’Associazione. Affiancato dagli altri componenti del Direttivo, Fabrizio Vigo (Vice-Presidente), Federico Tornielli, Marco Rosso, Sergio Pilu e Enrico Barboglio. Romiti ha spiegato: “L’obiettivo di DMA Italia è essere il punto d’incontro unico delle realtà che fondano le loro strategie di sviluppo sulla centralità del dato. Solo ora in Italia si sta imparando a strutturare e regolamentare l’uso cosciente dei dati nel marketing. Noi di DMA Italia, “ha proseguito il Presidente dell’associazione”, siamo chiamati a facilitare e supportare questo percorso: solo avendo responsabilità nel modo in cui si fa comunicazione e ponendo gli utenti al centro delle nostre strategie, potremmo ottenere credibilità. Quest’anno DMA Italia parteciperà poi come attore protagonista alla stesura del Codice di Condotta che il Garante Europeo pubblicherà nei primi mesi del 2020 e attraverso cui DMA Italia avrà il ruolo di Auditor”.

    Un risultato di assoluto prestigio, anche se (citando ancora le parole di Paolo Romiti) “la strada è ancora molto lunga, ma la sfida è avvincente”.

    In questa edizione, inoltre, il format della Premiazione è cambiato.

    La Cerimonia è stata preceduta da un pomeriggio ricco di contenuti, durante il quale professionisti del marketing in aziende di varie industry hanno raccontato come in quest’ultimo decennio hanno affrontato la sfida della progressiva digitalizzazione dell’esperienza cliente con i brand.

    Sul palco si sono avvicendati:

    • Andrea Roberto Bifulco di Startup Grind, che ha trattato di Growth Hacking per accelerare la crescita di un business in maniera sostenibile;
    • Denis Balbo di Naos, con un approfondimento su Open Innovation e Data Utilisation;
    • Fabio Borney di FCA, che ha preso in esame i vantaggi del data marketing per il mercato dell’automotive;
    • Enrico Plateo di WeChat, con un affondo sul sistema digitale cinese;
    • Fabio Carsenzuola di Europ Assistance Italia, che ha delineato i nuovi strumenti digitali per l’assistenza al consumatore;
    • Antonio Fratta Pasini di CheBanca!, che ha definito le prospettive che può avere la PSD2 nel business model bancario.

    Dai loro interventi è emerso che informazioni, dati e creatività devono trovare, dentro e fuori l’azienda, il giusto mix per generare esperienze di valore per i consumatori.

    Si è poi tenuta la tradizionale festa Let’s Party the Results, quest’anno con la partecipazione straordinaria de Lo Stato Sociale.

    Di seguito tutti i vincitori dei DMA AWARDS ITALIA 2019

    Consumer Products and Services

    DMA Award Argento

    Campagna Wako’s Challenge

    Agenzia: A-Tono

    Cliente: San Carlo Unichips

     

    Business Products and Services

    DMA Award Oro

    Campagna: Mind Portraita

    Agenzia: The Embassy

    Cliente: The Embassy

     

    Not For Profit

    DMA Award Bronzo

    Campagna: Prima l’italiano

    Agenzia: A-Tono

    Cliente: NoWalls

     

    DMA Award Argento

    Campagna: L’involontario

    Agenzia: Conversion

    Cliente: Officine Buone

     

    Pharmaceutical And Healthcare

    DMA Award Argento

    Campagna: Un’esperienza multi-player oltre la loyalty

    Agenzia: DM Group

    Cliente: Darphin

     

    Automotive

    DMA Award Bronzo

    Campagna: Storie di guida vera

    Agenzia: Cernuto Pizzigoni & Partners

    Cliente: Subaru Italia

     

    DMA Award Argento

    Campagna: DDA – Dealer Digital Advertising

    Agenzia: Like Reply

    Cliente: FCA

     

    Premio Speciale Best Use of SOCIAL MEDIA

    Campagna: Wako’s Challenge

    Agenzia: A-Tono

    Cliente: San Carlo Unichips

     

    Premio Speciale Search&Display

    Campagna: DDA – Dealer Digital Advertising

    Agenzia: Like Reply

    Cliente: FCA

  • H2H riconfermata agenzia partner di Akzo Nobel per tutte le attività di comunicazione

    Una copertura a 360° seguita interamente

    dall’agenzia H2H al servizio di Akzo Nobel

    H2H è stata riconfermata nella gestione dell’intera comunicazione di Akzo Nobel, azienda leader a livello internazionale nel settore delle vernici. Un rapporto lavorativo e di crescita per entrambe le realtà che dura dal 2012 e ha visto le due aziende impegnate insieme in sfide molto importanti.

    Dal 2015 Akzo Nobel ha deciso di aprire la sua comunicazione dal mondo B2B a quello B2C, rivolgendosi direttamente ai consumer per costruire l’awareness del marchio Sikkens.

    H2H ha seguito questo processo per quanto riguarda la Comunicazione sui vari mezzi, la realizzazione di materiali ATL e BTL, la gestione dei social network e la realizzazione dei materiali in punto vendita.

    Anche quest’anno Sikkens torna in Tv e nelle case degli italiani con il nuovo spot Alpha Rezisto. Il primo flight di campagna, partito il 19 maggio, terminerà a metà luglio e ha visto Sikkens protagonista sulle diverse emittenti nazionali in prime time.

    H2H ha seguito la localizzazione dello spot con la creazione del nuovo claim “Gli perdoni anche questa”, legato al divertente tema della storia che vede come protagonista un cane, un bellissimo esemplare di Bobtail.

    Per quanto riguarda la parte social, durante il 2018 Sikkens ha confermato e migliorato il suo posizionamento online rispetto ai competitor, sia a livello di visibilità del brand che di engagement e coinvolgimento.

    La community è diventata ancora più consistente e partecipativa sui canali social; in particolare il 2018 ha visto l’ascesa dell’account Instagram di Sikkens, che ha registrato una crescita costante e un livello di interazione elevato. Per il 2019 H2H ha messo in atto una nuova strategia social per incrementare la visibilità del brand e avvicinarlo sempre di più al pubblico consumer, incentivando il dialogo brand – community.

    “La collaborazione con H2H in questi anni ha permesso all’ azienda e ai nostri marchi di fare un importante passo avanti nel modo di comunicare e di presentare le novità ai nostri client, aiutandoci ad aumentare la quota di mercato, oltre che essere presi come esempio di “eccellenza” nel nostro settore. Negli anni H2H ha gestito per noi con successo e proattività la parte del programma fedeltà Sikkens4YOU, la nostra piattaforma digital e tutta la parte creativa per la realizzazione sia delle attività BTL che ATL” ha dichiarato Roberto Meregalli, Responsabile Marketing Akzonobel.

  • Digitale in Italia, diffusione trainata da video online e social

    Secondo il rapporto Media Cosumption Forecasts di Zenith, nel 2019 ogni consumatore del globo trascorrerà una media di 800 ore sul web da mobile. In Italia dominano i video on-demand e la voice search.

    Lo scorso 10 giugno, Zenith ha pubblicato il rapporto internazionale Media Consumption Forecasts. Come accade dalla prima edizione diffusa nel 2015, nel documento vengono presi in analisi i comportamenti dei consumatori di tutto il pianeta nei confronti dei device e dei contenuti mediali. Statistiche e misurazioni specifiche sono state riservate anche al panorama italiano, sensibilmente cambiato rispetto a quanto emerso 12 mesi fa.

    Ma procediamo con ordine. Ciò che principalmente emerge a livello globale è lo tsunami statistico che identifica la fruizione tramite mobile. Zenith prevede infatti che nel 2019 gli utenti dei 5 continenti trascorreranno 800 ore sul web da mobile (su una media cosumption complessiva di 8 ore al giorno per individuo). Parafrasando, stiamo parlando di 33 giorni e 8 ore a testa senza soluzione di continuità. Senza dimenticare che gli algoritmi fissano a 930 ore pro capite il limite che si toccherà nel 2021.

    Negli ultimi 4 anni, il tempo medio trascorso da ogni singola persona su device mobile è aumentato del 13% a ogni rilevazione, passando da 80 a 130 minuti al giorno. Le cause di questo incremento sono semplici: maggior disponibilità di smartphone per la popolazione, connessioni rapide, sempre più app da scaricare e migliori performance di visione offerte dagli schermi di ultima generazione.

    Eppure la crescita della fruizione da mobile sta rallentando, nonostante la diffusione di dispositivi mobile anche nelle aree meno abbienti della Terra. Accade quindi che nel 2019 a farla da padrona è ancora la TV: il piccolo schermo sale sul gradino più alto del podio dei mezzi preferiti, con 167 minuti di visualizzazione al giorno a testa. Anche “la regina” TV non ha però ottime previsioni di cui vantarsi: Zenith stima infatti che i minuti di fruizione quotidiani scenderanno a 165 nel 2021.

    E in Italia? Ecco, l’analisi della consumption digitale al di qua delle Alpi parte da alcuni presupposti fondamentali: aumentano anche nel 2019 i device connessi a Internet, lo stile di vita dei consumatori è sempre più flessibile e cresce la quota di contenuti liquidi e indipendenti dalle piattaforme di fruizione.

    Da tutto ciò deriva un incremento del numero medio di device digitali usati. Non sorprende perciò che il mercato mediale tricolore abbia eletto i video on-demand (VOD) ad assoluti protagonisti. Questo trend e le ottime percentuali di tempo di fruizione fatte segnare dai social media consentono alla penetrazione digitale di proseguire ottimamente in Italia: +5,8%, con una reach di 42,5 milioni di utenti unici da mobile nel dicembre 2018.

    Il panorama italiano sta inoltre subendo progressivamente l’influenza della voice search. Home speker e assistenti domestici sono tra i più venduti nei negozi di settori. A tal punto che, a detta di ComScore, nel 2020 il 50% delle ricerche online sarà effettuato tramite voice search.

    Suscita particolare interesse anche l’analisi demografica della media cosumption. In primis, i dispositivi mobile trovano un terreno fertile soprattutto tra gli under 44, anche se la fascia 35-44 anni è ancora fortemente attratta dalla radio; gli utenti d’età più avanzata prediligono tuttora la stampa all’online. Proprio la stampa e il cinema stanno scomparendo dalle fruizioni per le fasce di reddito più basse, mentre si conferma il calo degli ascolti TV ad agosto.

    Concludendo con la fruizione digitale, lo smartphone distrugge la concorrenza per la navigazione online, lasciando al desktop le preferenze per gli acquisti online.

    di Paolo Romiti_Presidente e CEO
  • BOBO SUMMER CUP, QUANDO L’IRRIVERENZA INCONTRA LA SOLIDARIETA’

    La competizione, ricca di ospiti del mondo del calcio e non solo, è ormai giunta alla terza edizione. Si punta al pieno di incassi tramite l’irriverenza, con un unico obiettivo: la beneficenza.

    Un gioco semplice, ma allo stesso tempo potenzialmente spettacolare: ecco la formula vincente del foot-volley, ovvero una pallavolo per calciofili. Le regole sono in sostanza le stesse del volley tradizionale, ad eccezione della norma principale: esattamente come nel calcio, è severamente vietato l’uso delle mani. Si passa così da violente schiacciate “alla Ivan Zaytsev” a rovesciate spettacolari, più in linea con le abilità tecniche dell’organizzatore Christian Vieri e dei suoi compagni.

    L’evento conta un’incredibile mole di sponsorship: da Heineken a Goleador, passando per la Gazzetta dello Sport solo per citarne alcune. I match saranno trasmessi sulle piattaforme Mediaset, trovando spazio anche su SportMediaset, la sezione dell’emittente televisiva dedicata alla sport.

    Ciò che suscita maggiore interesse è però come sia stata creata e gestita questa idea di business, nata dalla mente (e non dai piedi) di uno dei più iconici ex calciatori italiani. Le tre tappe della competizione (nelle città di Jesolo, San Benedetto del Tronto e Riccione) permetteranno di raccogliere incassi da devolvere in beneficenza all’associazione Heal, che si occupa di prevenzione e cura di tumori infantili. Gli introiti saranno garantiti dalle attività rivolte al pubblico presente e dalla messa all’asta delle maglie di alcuni grandi giocatori di Serie A, amici di Vieri: tra questi spiccano i nomi di Cristiano Ronaldo, Nainggolan, Piatek e molti altri.

    Il progetto è stato concepito da Bobo pochi anni fa: mentre si trovava in vacanza a Formentera, non resistiva al desiderio di sfidare chiunque a foot-volley. Ogni giorno non mancava chi volesse provare l’ebrezza di sfidare sulla sabbia l’ex campione di Inter, Lazio, Juve e Milan. Dopo questo inaspettato successo, Vieri ha deciso quindi di cavalcare l’onda, spettacolarizzandola sempre di più: probabilmente tutto ciò è un indizio di come, anche dietro personaggi irriverenti e stravaganti come lui, si possa celare una mente capace di ideare un progetto di valore per definire un nuovo format di business.

    a cura della redazione di redwave_mag
  • La febbre del selfie

    Location da favola, vite al limite e like come se piovesse… Sì, ma a che prezzo?

    Non c’è più niente di sacro”.

    Con questo payoff, due anni or sono, esordiva su Netflix Suburra, prima produzione italiana del colosso di Los Gatos: un viaggio nei loschi affari di una Roma sconosciuta ai più, dove la sacralità della Città Eterna è costretta a scendere a patti con un mondo d’intrighi, delitti e corruzione.

    Una frase forte per una serie TV, ma quanto mai attuale e provocatoria: nell’era dei social network, è davvero rimasto qualcosa di sacro?

    Qualche settimana fa, a Berlino, camminavo fra i corridoi del Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa; un monumento grave e potente, eppure – complici il primo sole d’estate e l’innegabile teatralità del luogo – uno stuolo di turisti d’assalto ha iniziato a rincorrersi fra una stele e l’altra: pose, urla e scatti, contrapposti alla grigia sobrietà di un’opera tristemente diventata fra le più instagrammabili d’Europa.

    Fra caption fintamente accorate e selfie senza ritegno, la cultura dell’esserci – a scapito del come esserci – prende sempre più piede, svilendo la natura stessa di simboli così importanti per la nostra memoria. Una provocazione raccolta da Shahak Shapira, artista israeliano residente a Berlino, che attraverso il progetto virale Yolocaust ha colpito duramente i visitatori meno attenti: attingendo a decine e decine di foto inopportune sui social di fronte al Memoriale, ne ha calato i protagonisti negli scenari più crudi ed emblematici dell’Olocausto, creando contrapposizioni che suonano come fortissimi pugni allo stomaco.

    Iniziative di questo tipo saranno sufficienti a parlare alle coscienze? Non nella corsa allo scenario di tendenza, una ricerca spasmodica di attenzioni che – nei casi più estremi – può sfociare in pericolo.

    Di solo poche settimane fa è il caso legato a Chernobyl, acclamatissima miniserie HBO e Sky Atlantic che ha messo in luce alcuni dei più oscuri segreti sul disastro nucleare del 1986. Disastro le cui conseguenze si pagano ancora oggi, ma che sembrano non aver destato alcuna preoccupazione nelle centinaia di influencer (o aspiranti tali) che si sono riversate nella cosiddetta zona di alienazione – estremamente radioattiva – per immortalarsi in quei luoghi spettrali e abbandonati.

    E così, senza mai rinunciare alla didascalia d’effetto, ecco gli instagrammer accanto ai simboli della tragedia, a testimonianza di un’isteria collettiva che non può e non deve essere giustificata dal clamore per la serie TV del momento. Uno spirito di emulazione così forte da aver costretto Craig Mazin, il creatore della serie, a intervenire con un tweet che invitava al rispetto per le vittime.

    Altrettanto d’effetto è la notizia che le iper-instagrammate Maldive della Siberia – lago artificiale sottostante la centrale elettrica di Novosibirsk, le cui acque turchesi ricordano da vicino quelle originali – siano in realtà altamente nocive per chiunque ci si immerga: il monito degli addetti ai lavori basterà a fermare i social addicted più ansiosi di fingersi ai Tropici?

    Passare il tempo fra location da urlo, vite da copertina e lusso sfrenato è un sogno comune a tanti, ma è giusto chiedersi se ciò che inseguiamo così voracemente ci restituisca qualcosa, ci dia più valore come essere umani. Vivere fino in fondo le situazioni, invece che subirle in funzione di una miglior visibilità, dovrebbe essere il nostro obiettivo: che la scelta di Instagram di togliere il numero di like sotto i post pubblicati sia una spinta in questa direzione?Quel che è certo è che, per quanto cool, impegnativi o ricercati, non saranno i nostri post a rivelare chi siamo davvero. – Bella questa, quasi quasi ci faccio una story…

    di Irene Geronimi_Digital Content
  • La casa di carta di Netflix conquista Piazza Affari a Milano

    Lo scorso 18 luglio è andata in scena l’anteprima esclusiva dei primi episodi della terza stagione: la serie spagnola di Netflix si conferma un grande successo di pubblico e critica.

    “Il 18 luglio la banda suonerà l’adunata, rispondete per assistere in anteprima assoluta a La casa di carta: Terza Parte. Più diretta di una telefonata del Professore. Più rumorosa di una risata di Denver. Più sobria dei completi di Nairobi. La chiamata è fissata per le 21.30 in Piazza Affari con la proiezione delle prime due puntate della nuova stagione”.

    Ecco cosa recitava l’invito su Facebook rivolto da Netflix a tutti i fan della fortunata serie “La casa di carta”, rievocandone personaggi e dinamiche tipiche. L’iconica location nel centro di Milano è stata infatti selezionata (insieme a Madrid e Tel Aviv) per ospitare l’anteprima mondiale della terza stagione, anticipando di qualche ora la diffusione delle prime puntate su Netflix (19 luglio).

    La scelta è ricaduta su Piazza Affari anche per la somiglianza degli edifici presenti con la Zecca di Stato spagnola, dove avviene l’ormai celebre rapina al centro della trama. Il luogo della proiezione è stato quindi addobbato con installazioni dedicate alla serie, come la ricostruzione simbolica di un rapinatore in tuta rossa con la maschera di Dalì (proprio accanto al “dito” di Maurizio Cattelan.

    La portata dell’evento è suggerita perfino dai numeri registrati online nei giorni precedenti: ben 4 mila utenti hanno segnalato su Facebook la propria intenzione a partecipare, mentre altri 13 mila si sono dichiarati interessati. Tutto questo clamore sottolinea, sempre che fosse necessario, come “La casa di carta” abbia conquistato una larga fetta degli spettatori italiani.

    Sorprende però la facilità con cui Netflix ha creato una vincente esperienza di fruizione mediale anche al di fuori della sua “comfort zone”, ossia la dimensione online. Il brand ha dato vita a una moderna versione di “cinema all’aperto” offrendo i suoi stessi contenuti: togliere l’accento dalla fruizione casalinga ha permesso l’identificazione (parziale o meno) di una community basata sull’interesse per una serie tv. Tutto ciò, proponendo un’anteprima globale totalmente gratuita.

    Non c’è assoluta certezza, ma Netflix potrebbe aver appena dato una connotazione precisa a un nuovo format di entertainment: un’idea che, al momento, sembra esser nata sotto un’ottima stella. Staremo a vedere (non si sa se in piazza o sul pc)…

    a cura della redazione di redwave_mag
  • Stranger Things ed il movimento marketing del “sottosopra”

    In occasione del lancio della terza stagione della serie targata Netflix, la compagnia leader nel settore dello streaming ha collaborato con numerosi brand

    Nella piccola cittadina di Hawkins, in Indiana, la vita dei locali è sconvolta da presenze paranormali, veri e propri mostri denominati “Demogorgoni” provenienti da un mondo parallelo ricco di oscurità e malvagità chiamato ”Sottosopra”. Questo genere di nomi è un chiaro riferimento al gioco di società Dungeons & dragons, che appassiona il gruppo di protagonisti di questa appassionante storia. Il tema della serie è sicuramente tendente al thriller-horror, ma lascia spazio ad analisi profonde dei personaggi e al glorioso omaggio che viene tributato agli anni ’80.

    In occasione della release della terza stagione, sono numerosi i brand che hanno voluto celebrare il lancio della stessa e, in particolare, la sua ambientazione temporale.

    Questa nuova serie di episodi, a differenza delle precedenti, sarà ambienta nel periodo estivo: H&M ha quindi voluto sfruttare questo particolare lanciando una linea di t-shirt, costumi sgambati fluo e bikini floreali firmate Hawkins Pool, con Dacre Montgomery (Billy, nella serie) come testimonial d’eccezione. Anche Coca-Cola ha omaggiato Stranger Things attraverso una nuova lattina ad hoc, con annesso spot di lancio interpretato dai protagonisti della serie. Lego ha invece sfruttato l’uscita proponendo un vero set completo che ricrea la casa dei Buyers (personaggi primari della serie), con la duplice interpretazione del mondo: quello a noi conosciuto e quello parallelo identificato con il “sottosopra”. Nike ha preferito richiamare gli anni ’80 con la “Nike Stranger Things collection”, rispolverando alcuni modelli particolarmente in voga nel decennio della vittoria mondiali degli azzurri in Spagna e del crollo dell’Unione Sovietica. Polaroid cita la serie tramite i colori blu e rosso, proponendo poi il tema del “sottosopra” con logo e scritte appositamente al rovescio. Burger King, infine, sceglie di dedicare un panino al prodotto Netflix: il burger più conosciuto della catena di fast food (il “whopper”) viene totalmente ribaltato nella versione “upside down”. Una menzione tutta italiana a Stranger Things è però offerta da Zerocalcare, che, su richiesta di Netflix, disegna un’illustrazione per raccontare il settimo episodio della seconda stagione.

    Il movimento di marketing generato dalla serie targata Netflix ha fatto da padrone per i mesi di giugno e luglio. Il 4 luglio si è giunti perciò all’apice dell’hype a tema Stranger Things: l’attesa è ormai terminata, gli anni ‘80 stanno ufficialmente per tornare a ritmo di morsi di burger, sneakers dal gusto vintage o magliette rigorosamente griffate Hawkins Pool.

    a cura della redazione di redwave_mag